freccia rossa e marini(ASI) Poteva essere un normale 8 febbraio qualsiasi, se non fosse che oggi, questa data, è destinata a far la storia dei trasporti regionali umbri. Per la prima volta un treno Frecciarossa ha lasciato Perugia diretto verso nord. Anche il capoluogo umbro è entrato di diritto nel club delle città servite dalla rete dell’alta velocità ferroviaria.

Se questo evento sarà destinato ad essere il primo passo verso una nuova era dei trasporto regionali, oppure se è destinato ad essere solo una breve ed effimera parentesi, non lo stabiliranno tanto il clima di giubilo e di concordia che si respirava oggi a bordo del nuovo treno, quanto l’andamento dell’utenza nei prossimi 10 mesi.

Tutti insieme i “padri” del Frecciarossa

Dopo un intero anno di discussioni, anche forti, si è infine giunti al risultato concreto. Questa mattina un Etr 500 della flotta Frecciarossa attendeva i passeggeri a Perugia Fontivegge.  Nonostante l’orario fortemente mattutino, sono tanti i passeggeri che affollavano il binario 1 della stazione di Fontivegge. Dalla presidente della regione Catiuscia Marini, all’assessore alla mobilità Giuseppe Chianella. Dal segretario del Pd regionale umbro, Giacomo Leonelli, al dirigente dei trasporti regionali Diego Zurli, passando per Marco Squarta, consigliere regionale Fdi, Emanuele Prisco, assessore al comune di Perugia, ed Andrea Romizi, sindaco di Perugia. Non sono mancati ospiti di eccezionale caratura quali il presidente della Camera di Commercio di Perugia, Giorgio Mencaroni, al presidente della fondazione cassa di risparmio di Perugia Giampiero Bianconi, e dulcis in fundo, il colonnello Alessio Trecchiodi, una tra le voci più forti che fin dalla prima ora avevano sostenuto l’idea del Frecciarossa arretrato su Perugia. A completare il parterre di ospiti presenti anche Enzo Benda, di Confconsumatori, unica associazione presente del lungo elenco di quante hanno appoggiato il progetto Frecciarossa.

Con un intera carrozza riservata agli illustri ospiti, ed ai tanti giornalisti accorsi, il treno si è mosso da Perugia in perfetto orario. Alle ore 06:00 il Frecciarossa entrava già in stazione ad Arezzo. Qui alcuni degli illustri ospiti sono scesi. In particolare Marco Squarta, Emanuele Prisco, Andrea Romizi e Giacomo Leonelli. Il resto del gruppo ha invece proseguito su Firenze raggiunta dopo circa un’ora e un quarto dalla partenza da Fontivegge.

Il ritorno invece è avvenuto quasi in sordina. Tutti i partecipanti, dopo aver gustato un caffè al bar di fronte la stazione fiorentina, sono stati fatti accomodare su un autobus di Busitalia che ha ricondotto il gruppo a Perugia con un viaggio di oltre 2 ore. Certamente sarebbe forse stato auspicabile raggiungere Torino, o Milano, e tenervi una conferenza di presentazione, ma data l’eccezionalità dell’evento la questione, per il momento, non pare pregiudicare lo storico risultato umbro. A testimonianza del successo del nuovo treno sembrerebbero concorrere anche i numeri. Secondo fonti riservate interne a Trenitalia, il numero dei biglietti venduti per il nuovo treni, con andata e ritorno da Perugia,avrebbe già questa mattina superato quota 1200.

Tutti d’accordo, ma qualcosa manca

A bordo, come era prevedibile, l’euforia generale ha fatto si che in sostanza l’entusiasmo generale fosse il comun denominatore. Per Catiuscia Marini, presidente della regione Umbria, il risultato è “storico in quanto è il collegamento che permette all0Umbria di fare il salto di qualità nei collegamenti dell’Umbria che ci permette di metterci in collegamento diretto con Firenze, Bologna e Milano con un servizio di qualità”. Per Giacomo Leonelli si è dimostrato che “la politica può fare cose importanti e concrete. Con gli strumenti giusti si è fatto il primo passo. Non è un passo esaustivo poiché vi sono anche altri progetti all’orizzonte. La prossima scommessa adesso sarà collegare anche altre parti della regione”. Per Diego Zurli, dirigente e responsabile tecnico della regione Umbria in fatto di trasporti, si tratta di “un servizio le cui potenzialità le vedremo sul campo, senza escludere eventuali aggiustamenti o modifiche per migliorare la risposta dell’utenza”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Giuseppe Chianella, assessore ai trasporti umbri, “oggi è una giornata storica, poiché avere un Frecciarossa a Perugia non era facile, non era scontato, la regione Umbria ci è riuscita con un lavoro di gruppo e corale. Questa è una sperimentazione di un anno, ma i primi risultati che abbiamo a disposizione sono confortevoli”. Per Emanuele Prisco “siamo oggi qui ad assistere a questo primo passo verso quella nuova fase, che sarebbe auspicabile, che porti l’apertura delle vie di comunicazione dell’Umbria e la fine dell’isolamento”.   Anche sindaco di Perugia, Andrea Romizi  ha tenuto a rimarcare la portata dell’evento affermando - “Che altri cittadini, dell’Italia e del mondo, possano usufruire di un servizio che ci renda più raggiungibili mi pare evidente. Ovviamente credo che non risolva tutti i problemi della regione, ma credo anche che sia un passo nella giusta direzione”.

Anche per il Colonnello Alessio Trecchiodi, del comitato “Ultimo Treno” non si può fare a meno di notare che “si è arrivati in perfetto orario dopo un viaggio comodo, mentre al ritorno si è notata la differenza che c’è tra un autobus Freccia Link ed un vero Freccia”.  In questa occasione il colonnello Trecchiodi ha approfittato del momento per rilanciare la critica alla ancora non – defunta stazione MedioEtruria in corso di progettazione.  “Al ritorno sono state 2 ore ed 8 minuti di viaggio senza considerare le soste. Siamo passati a Rigutino alle 08:20. Arrivati a Perugia alle 09:18. Un eventuale Freccialink che dovesse collegarci con l’ipotetica MedioEtruria a Rigutino impiegherebbe 58 minuti, mentre un treno, che per necessità dovesse fermare in molte delle stazioni presenti, ci impiegherebbe ancor di più. A questo si dovrebbero aggiungere i 30 minuti necessari per garantire la coincidenza, con rottura di carico, per poi impiegarci 2 ore e 30 per raggiungere Milano. A tutta questa problematica di tempo ci si aggiunga pure quella dell’inquinamento di un autobus a gasolio, in sfregio sia alle norme ambientali che al buon senso”.

 Ferme restando le criticità dell’orario mattutino in fatto di mancanza totale di servizi e trasporti, pare comunque che tutti siano d’accordo nell’affermare il grande successo del progetto “Frecciarossa”. Ma un punto resta oscuro. Malgrado il grande successo di pubblico ottenuto, e le più recenti informazioni che affermano essere state già 1200 le prenotazioni sul nuovo Frecciarossa, rimangono molti dubbi sul tema della promozione del nuovo treno. Secondo la maggior parte dei presenti al viaggio inaugurale del nuovo Frecciarossa, si spera che il nuovo treno abbia successo basandosi sulla promozione che Trenitalia farà del nuovo collegamento. In realtà il numero di 1200 prenotazioni non può essere letto come un dato unitario sia perché le prenotazioni di riferimento sarebbero state effettuate fino alla metà di marzo, sia perché sono numeri che comunque al momento non bastano a mettere fin da ora in sicurezza il nuovo treno di Perugia.

Infatti, a fronte del costo di un milione e trecento mila euro del servizio, che non effettua il ritorno nei prefestivi e l’andata nei festivi, l’obbiettivo fissato resta comunque quello dei 30 passeggeri di media al giorno. Al momento, cioè sotto il prevedibile “effetto novità”, la media sarebbe di poco superiore ai 34 passeggeri al giorno, ed è già previsto un primo controllo sulla redditività del Frecciarossa di Perugia nel mese di giugno 2018. Pare dunque azzardato affidarsi alla sola promozione effettuata da Trenitalia, azienda che, malgrado le indiscusse capacità tecniche ed il know how di cui beneficia, dovrebbe inserire la promozione del nuovo treno umbro nel ventaglio di tutte le promozioni dei nuovi collegamenti del 2018, e nella valorizzazione, con promozioni e campagna pubblicitarie ad hoc, di quelli preesistenti. Logico dunque che, stante la promozione di Trenitalia, gli unici in grado di promuovere in maniera efficace e mirata il nuovo collegamento, sono solo le istituzioni locali e le associazioni del territorio.

Alexandru Rares Cenusa – Agenzia Stampa Italia

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