(ASI) A Caracas, dove tra l'altro è ufficialmente partita la campagna elettorale per le presidenziali 2013, è stato avviato anche il conto alla rovescia per l'ingresso del paese indio-latino nel Mercosur, ovvero il Mercado comun del sur istituito nel 1991 con il trattato di Asuncìon firmato da Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay.

Nato inizialmente come semplice unione dogale del Cono sud con il passare del tempo questo è invece riuscito a ritagliarsi uno spazio sempre maggiore tanto che ora sembra aspirare a diventare una sorte di Ue della regione.

Attualmente il Mercosur è egemonizzato da Brasile e Argentina che da sole sviluppano il 77% del prodotto economico del gruppo ma dal 31 luglio qualcosa dovrebbe cambiare.

A fine mese infatti il Venezuela entrerà a pieno titolo nel Mefcosur, come annunciato dalla presidentessa Argentina Cristina Fernàndez. Soddisfatto anche il plenipotenziario di Caracas, Hugo Chavez, che ha sottolineato come il suo paese aspettasse questo momento da 13 anni definendo la decisione presa dai suoi nuovi partner “una lezione di etica e di politica vera e una disfatta sia per l'imperialismo nordamericano che per le borghesie lacchè della regione”.

L'ingresso di Caracas nel Mercosur avrà importanti ripercussioni visto che ora questo blocco regionale avrà a propria disposizione una delle maggiori riserve di gas, petrolio e acqua di tutto il continente.

Dopo molti anni è quindi caduto il veto che il Paraguay, paese da sempre fin troppo servile verso le direttive di Washington aveva posto nei confronti di uno dei paesi più dinamici del globo, ora dopo il colpo di Stato dello scorso 22 giugno e l'allontanamento di Asuncion per il Venezuela si sono spalancate le porte a Caracas, che penderà proprio il posto del paese fino a pochi giorni fa guidato da Lugo.

Motivando la decisione di sospendere il Paraguay la Fernandez ha usato toni molto duri sottolineando: “La legalità e la legittimità in Sudamerica sono indissolubilmente legate alla stabilità di cui la regione ha bisogno per continuare a crescere in pace, soprattutto in un momento molto complicato a livello internazionale. Dobbiamo consolidare l'unità politica ed economica del blocco regionale mettendo al centro la crescita e l'inclusione sociale”.

L'ingresso del Venezuela nel Mercosur rappresenta l'ennesimo passo del Sud America verso l'emancipazione definitiva da Washington anche grazie a tutta una nuova leva di politici che pur tra differenti visioni politiche hanno tutte messo il loro paese al centro dell'azione politica e non più gli interessi statunitensi come avveniva un tempo.

Fabrizio Di Ernesto Agenzia Stampa Italia

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