(ASI) Il terribile, quanto pericolosissimo, crescendo di tensione che sta sconvolgendo la Cisgiordania è opera  sia di gruppi fondamentalisti israeliani e sia dell'effetto negativo causato dalla politica sostenuta dal governo Netanyahu che è tesa a favorire gli insediamenti dei coloni

ebrei nei territori palestinesi occupati . Ciò va contro il processo di pace che vede come obiettivo finale:  "Due popoli e due Stati indipendenti". Una situazione esplosiva che sta preoccupando tutta la diplomazia internazionale, la quale, per la verità,  ha fortemente  condannato all'unanimità la deriva estremistica, ma,  anche la scelta portata avanti dall'esecutivo di Tel Aviv di autorizzare ulteriori insediamenti  di coloni israeliani in Cisgiordania.  Risultato: sale la tensione fra i due popoli e si allontana la prospettiva della pace. Di più,  si registra la morte di diversi palestinesi. Ma quello che ha destato maggiore sconcerto ed indignazione è l' omicidio di un neonato palestinese di appena 18 mesi, morto a causa dell'atto barbarico di alcuni ultra-ortodossi ebrei che avevano dato fuoco alla sua abitazione.  Abbiamo sentito l'opinione di un autorevole rappresentante della comunitàaraba che vive in Italia, il Presidente del Co-Mai il dr. Foad Aodi che in merito a questi tristi episodi ci ha rilasciato la seguente dichiarazione:

 "Come Comunità del Mondo Arabo in Italia seguiamo  con molta attenzione e sofferenza l'evolversi degli eventi in Cisgiordania. Stiamo assistendo ad un crescendo degli atti dei terroristi dell'odio. Ciò è molto pericoloso. Siamo assai indignati per quello che sta succedendo ed esprimiamo la nostra solidarietà alla famiglia del bambino morto bruciato  in casa sua ad opera di terroristi dell'odio. Estremisti che hanno come unico scopo il fermare ogni tentativo di  raggiungere la  pace fra i due popoli. Coloni (israeliani n.d.r.) che non hanno intenzione di favorire il dialogo. Per questo, condanniamo tutti gli atti di violenza e diciamo che tutti i civili e i bambini che rimangono vittime,  muoiono ingiustamente. E noi piangiamo con i loro familiari. In un momento di crisi internazionale molto grave che coinvolge ed attraversa  i nostri Paesi di origine, bisogna mettere e portare  all'attenzione della comunità  mondiale la questione palestinese. Occorre  rilanciare la ripresa dei colloqui di pace  e raggiungere l'accordo che vede come soluzione finale: "Due popoli e due Stati". Obiettivo  diplomatico che,  in teoria, viene  e messo in evidenza in molte agende politiche internazionali, ma, in pratica,  è di difficile realizzazione.   Per questo non dobbiamo lasciare il popolo palestinese da solo, non dobbiamo lasciare Abu Mazen da solo, ma dobbiamo sostenere il dialogo e il processo di pace fra palestinesi ed israeliani. Ciò potrà sicuramente aiutare a risolvere tutte le questioni aperte in Medio Oriente. Aree di crisi che vedono coinvolte  Siria, Libia, Libano, Tunisia ed Egitto. Quindi, lo ribadiamo, esprimiamo la nostra solidarietà e il nostro sostegno come CO-MAI al popolo palestinese, alle famiglie dei morti di questi giorni e del passato. Necessita una svolta e fermare questa violenza e costruire insieme il ponte del dialogo e non il muro dell'odio come stanno facendo i coloni . La nostra paura è che se non si fermeranno questi estremisti la situazione peggiorerà".


  Ettore Bertolini - Agenzia Stampa Italia

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