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(ASI) Alta tensione tra Stati Uniti e Turchia. Il numero uno del consiglio di sicurezza nazionale, della Casa Bianca, John Bolton e il Capo di stato maggiore, Joseph Dunfrod, non sono stati ricevuti oggi dal presidente Tayyp Erdogan, nonostante fossero giunti ad Ankara.

Gli alti esponenti, del paese d’oltreoceano, sono stati costretti così a ripartire immediatamente per Washington. L’amministrazione Trump pare non essere riuscita a convincere, contrariamente a quanto affermato in precedenza dai collaboratori del tycoon, l' alleato mediorientale a rinunciare all’intenzione di attuare un’operazione, giudicata da molti come imminente, contro i curdi arroccati in Siria. Il leader turco ha comunicato, infatti nelle ultime ore, la volontà di “istituire una forza di stabilizzazione – si legge in un suo articolo pubblicato dal quotidiano “New York Times” – con combattenti provenienti da tutta la società siriana”. Ha precisato inoltre, in giornata, che l’esercito è pronto ad usare la forza contro i militanti, legati al partito Pkk, che si trovano in loco. Il pentagono tutela e sostiene questi ultimi, nonostante la contrarietà del proprio partner che li considera terroristi da debellare. Il ministero della Difesa Usa continua a respingere la presa di posizione negativa su tali realtà, considerandole invece elementi fondamentali nella lotta contro il sedicente Stato Islamico sul territorio gestito da Bashar al – Assad.

Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia

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