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(ASI) Il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale americano, Garret Marquis, ha dichiarato che l’organismo che rappresenta “coordina la politica e offre” al presidente Donald Trump molteplici modi “per anticipare e rispondere a una varietà di minacce”.

Il funzionario ha specificato che “dopo i tentativi di attaccare la nostra ambasciata a Baghdad e il nostro consolato a Bassora”, considereremo “una gamma completa di opzioni per preservare” la sicurezza e gli interessi di tutti. L’esponente dell’amministrazione d’oltreoceano ha commentato così la notizia, riportata oggi dal Wall Street Journal, secondo cui la Casa Bianca avrebbe chiesto, mediante il consigliere John Bolton, al pentagono di preparare un’azione militare contro Teheran lo scorso settembre. L’obiettivo sarebbe quello di attuare una rappresaglia per le azioni ostili fallite  4 mesi fa, da parte dei miliziani vicini all’esercito dei Pasdaran, nei confronti delle due strutture diplomatiche Usa situate sul suolo iracheno. Il responsabile del programma nucleare iraniano avrebbe fatto sapere nelle ultime ore, intanto, che la Repubblica islamica ha iniziato “attività preliminari” volte a riavviare l’arricchimento dell’uranio. La direzione intrapresa sarebbe indirizzata quindi ad un abbandono, da parte del governo, dell’accordo nucleare stipulato nel 2015 con le grandi potenze della comunità internazionale. Gli Stati Uniti hanno annunciato, l’anno scorso, la propria decisione di ritirasi dall’intesa. Un’eventuale crisi regionale potrebbe generare rischi per la stabilità geopolitica dell’area e del mondo.

Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia