gov2(ASI) - Via libera al decreto Crescita da parte del Consiglio dei ministri. Ci si attende un’accelerazione della crescita economica del 2019 allo 0,2%.

Tra le misure sulle quali c’è intesa ci sono i rimborsi ai risparmiatori truffati dalle banche, con un tetto di reddito più alto per i rimborsi automatici, la mini-Ires sugli utili reinvestiti dalle imprese, la deduzione dell’Imu sui capannoni, il rinnovo del super ammortamento, la rottamazione delle tasse locali. Inoltre, spetterà al Parlamento, nel corso dell’esame del decreto, a mettere a punto le norme per l’eventuale passaggio del debito di Roma Capitale dal Commissario, che oggi lo gestisce, al Tesoro. Nel decreto, durante il riesame, potrebbe entrare anche la riforma del regime di dissesto dei Comuni.

Il debito accertato del Campidoglio è di 12 miliardi di euro, e dal 2008 è gestito da un Commissario, che per rimborsarlo utilizza ogni anno 300 milioni dello Stato e 200 messi a disposizione dal Comune, grazie alle addizionali Irpef e alla tassa sui biglietti aerei. L’idea sarebbe quella di trasferire il grosso del debito, cioè 9 miliardi di euro su 12 complessivi, direttamente al Tesoro che potrebbe ridurne l’importo rinegoziando i prestiti con le banche.

lnoltre ci saranno le norme sui rimborsi ai 300 mila risparmiatori che avevano comprato azioni o obbligazioni delle banche saltate. Per superare il divieto della Ue a rimborsi per tutti, viene introdotto il «doppio binario»: rimborsi automatici per chi ha un reddito sotto i 35 mila euro o investimenti mobiliari fino a 200 mila, dando per assodato che siano state vittime di vendita fraudolenta di titoli; per gli altri servirà un arbitrato ma «semplificato», con fattispecie tipizzate di violazione delle norme sul risparmio, davanti a una commissione di 9 membri. Lo stanziamento è di 1,5 miliardi in tre anni, attingendo ai conti dormienti. Nel decreto figurano una serie di misure che dovrebbero, secondo l’esecutivo, concorrere a sostenere la crescita.

Finisce infine il regime della mini Ires al 14%, sostituito da un’aliquota agevolata al 22,5% (anziché al 24%) nel 2019, al 21,5% per il 2020; al 20,5% per il 2021 e al 20% dal 2022. Lo sconto si applica sugli utili di esercizio reinvestiti in azienda. Con il decreto la deducibilità Imu sui capannoni sale dal 40 al 60% nel 2019. Sul versante Alitalia invece è prevista una norma che estende a tempo indeterminato il prestito ponte di 900 milioni di euro, accordato due anni fa alla ex compagnia di bandiera. La misura stabilisce inoltre la possibilità da parte del governo di investire nel rilancio di Alitalia convertendo in capitale gli interessi del prestito finora maturati.

 

Claudia Piagnani - Agenzia Stampa Italia

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