Mese di Ramadan, Co-mai e Cili-Italia: Auguri ai musulmani italiani per la festa del Eid all'insegna del dialogo e la conoscenza contro ogni forma di discriminazione religiosa che registra un aumento del 30% negli ultimi 3 anni.
 
foadaodi(ASI) Con il presente comunicato, le comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai), la Confederazione Internazionale laica interreligiosa (Cili-Italia), l'associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) e il Movimento internazionale Uniti per Unire e le associazioni e Comunità aderenti, esprimono i più sinceri auguri a tutti i musulmani in Italia e nel mondo per la fine del mese di Ramadan e per la festa del Eid che verrà celebrata domani 4 giugno. 
 
Anche nel nostro paese tutti i musulmani, italiani e di origine straniera, si ritroveranno, uniti ai tanti amici italiani, a celebrare una festa così significativa presso le rispettive abitazioni, le moschee e in tutti i centri culturali.
 
Auspichiamo che, dopo il mese di Ramadan, dedito al digiuno, tutti i musulmani festeggino con familiari e amici in un clima di felicità e serenità.
 
In occasione di questa importante ricorrenza, i nostri rappresentanti Co-mai e di Cili-Italia hanno organizzato e preparato più di 250 cene collettive sparse in tutte le regioni italiane, dove, insieme ai tanti amici di religione cristiana ed ebraica, con le autorità pubbliche quali sindaci e assessori, hanno promosso  dibattiti incentrati sul  dialogo e la conoscenza contro ogni forma di discriminazione religioso che registra un aumento del 30% negli ultimi 3 anni.
 
Inoltre, il Fondatore di Co-mai e Amsi  Foad Aodi dichiara che, a nome dei nostri movimenti, dedica la Festa del Eid a Papa Francesco per l’enorme coraggio e impegno dimostrati a favore dei deboli, dei migranti, del dialogo interculturale e interreligioso e del diritto alla salute, incurante degli effetti che le sue dichiarazioni, cariche di forte umanità e solidarietà, avrebbero potuto suscitare in una certa opinione pubblica. Aodi ringrazia, altresì, il Presidente Mattarella per i messaggi costruttivi a favore dell'integrazione, dell’inclusione e della pacifica convivenza tra le diverse culture in Italia.
 
Infine, si ricordano tutte le vittime causate dal disastro della primavera araba che ha registrato in 9 anni più di un milione di decessi di cui il 40% rappresentato da donne, bambini e 3.000 dottori, mentre la conta dei feriti ha raggiunto la cifra di 1.762.463 individui.”