ATLETADIFANO (ASI) Firenze – “Il Vaso di Fiori”, opera del pittore fiammingo Jan van Huysum, è tornato a Palazzo Pitti, a Firenze, dove il dipinto si trovava nel luglio 1944, prima di essere trafugato dall'esercito tedesche.

A restituirlo all’Italia è stato Heiko Mass, Ministro degli Esteri tedesco, nel corso di una cerimonia pubblica, che si è svolta la mattina di giovedì 18 luglio 2019 nella Sala Bianca di Palazzo Pitti,

Lo Stato Italiano era rappresentato dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali Alberto Bonisoli, dal Ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, dal Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Giovanni Nistri, e dal direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, storico dell'arte tedesco, il cui ruolo è stato sicuramente molto importante nella trattativa.

Quella odierna è una giornata storica, vince la diplomazia culturale, che negli ultimi tempi con un’accelerazione è riuscita a raggiungere un grande traguardoha affermato il Ministro per i Beni e le Attività Culturali Alberto Bonisoli, nel corso della cerimonia  - abbiamo ottenuto un risultato importante, di cui sono particolarmente orgoglioso, che dimostra la bontà del lavoro avviato in questi mesi, mentre si conferma ancora una volta prezioso il lavoro svolto dai Carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio culturale. All’inizio del mio mandato, più di un anno fa - ha sottolineato il Ministro - ho deciso di riconvocare il Comitato istituzionale per il recupero e la restituzione delle opere d’arte trafugate, e contestualmente di ampliare la composizione di questo organismo a rappresentanti permanenti del ministero degli Esteri e della Giustizia per una maggiore rappresentatività ed efficacia. Da un lato sono convinto che tutelare il nostro patrimonio culturale significa, anche, condurre una lotta senza quartiere al mercato illegale delle opere d’arte, dall'altro che per riuscirci serve un lavoro di squadra”. “E la restituzione de “ Il Vaso di Fiori” all’Italia e alla città di Firenze - ha continuato Bonisoli - lo dimostra e non solo per il valore simbolico sotteso”. “Oggi- ha ribadito il Ministro per i Beni e le Attività Culturali - scriviamo una nuova e importante pagina delle relazioni culturali tra due Paesi fondatori dell’Unione Europea”.

La restituzione all'Italia del dipinto il “Vaso di Fiori” ha riacceso i riflettori sugli 800 pezzi (su un totale di 1653 rubati dalla Germania Nazista, tramite il Maresciallo del Reich Hermann Goering, durante la Seconda Guerra Mondiale) fra arazzi, dipinti, manoscritti, mobili, sculture, strumenti musicali e tappeti che non sono mai tornati. Stesso discorso vale per i pezzi sotratti dai Francesi che ai tempi dell'imperialismo di Napoleone I Bonaparte hanno razziato opere d'arte in tutta Europa e in particolar modo in Italia. I Francesci su 506 dipinti italiani, non ne hanno restituiti ben 248 che sono in mostra nei musei italiani, in primis al Louvre, ma non solo.

Ma ci sono altri Stati oltre a Francia e Germania, come la Serbia, ma anche dei collezionisti privati inglesi e musei statunitensi che possegono nostre opere d'arte che il nostro governo vorrebbe indietro e per cui il nostro paese è pronto a portare avanti ogni azione giudiziaria necessaria per arrivare al risultato.

1) Il bronzo attribuito al Lisippo dell'Atleta di Fano (IV sec. a.C.) ripescato nel 1964 nel Lago di Fano. A tal proposito, la Cassazione ha respinto nel dicembre 2018 il ricorso presentato dai legali del Museo Getty di Malibu contro l'ordinanza del Gip di Pesaro Giacomo Gasperini del giugno 2018, immediatamente esecutiva per la confisca del bene “ovunque si trovi”. Il Museo Getty ha acquistato il pezzo nel 1977 per 3, 7 milioni di dollari.

2) Il Carro di Monteleone: opera di arte etrusca, appartenuto presumibilmente a un importante dignitario del VI secolo, realizzato in bronzo e avorio (130,9 x 209 cm), esposto attualmente presso il Metropolitan Museum di New York, rivenuto da un contadino nel 1902 vicino Spoleto a Monteleone. L'opera venne ceduta al Metropolitan Museum di New York, Ma, indagini recenti hanno scoperto che si sarebbe trattata di una vendita illecita e perciò, l'Italia ha presentato una richiesta di restituzione agli Stati Uniti.

3) Apollo Sauroktonos attribuito a Prassitele (350 a.C. circa; bronzo, rame e pietra, 150 x 50,3 x 66,8 cm; Cleveland, The Cleveland Museum of Art)

4) Madonna col Bambino di Giotto, acquistata da un collezionita privato inglese nel 1990 in un'asta, potata nel 2007 in Inghilterra senza il permesso delle autorità italiane che la rivorrebbero indietro.

5) La Flagellazione del Maestro dell'Osservanza (1441; tempera e oro su tavola, 45 x 30,5 cm; Collezione privata)  è una anticha “biccherna”, ossia una copertina dei documenti annuali del bilancio pubblico della Repubblica di Siena. Delle 136 biccherne conosciute, 105 si trovano nell’archivio di Stato di Siena. Venivano commisisonate ad artisti noti.

6) Ritratto di Camillo Borghese di Gerard Francosi. (1810 circa; olio su tela; New York, The Frick Collection). Fino al 2017 era di proprietà di una delle più prestigiose gallerie d'arte italiana, poi venduta alla Frick Collection di New York. Il Mibac ha trovato dei vizi burocratici nella vendita e ora ne vuole la restituzione all'Italia (Fonte Sole 24ore)

7, 8, 9, 10, 11, 12, 13 e 14. Le opere d’arte antica italiane del Museo Nazionale di Belgrado raziate dai Nazisti e finite in Serbia: la Procura della Repubblica di Bologna ne ha disposto il sequestro e la restituzione all'Italia con un inter partito nel 2014, ma Belgrado si è fino ad oggi opposta alla restituzione. Si tratta di otto opere antiche di varie epoche attualmente conservate al Museo Nazionale di Belgardo: sono la Madonna col Bambino di Paolo Veneziano, la Madonna col Bambino di Spinello Aretino, un trittico di Paolo di Giovanni Fei, l’Adorazione del Bambino con angeli e santi di scuola ferrarese del Quattrocento, il San Rocco e il San Sebastiano di Vittore Carpaccio, il Ritratto di Cristiana di Danimarca di Tiziano, la Madonna con Bambino e senatore del Tintoretto.

15) “Nozze di Cana” di Poalo Veronese (1563; olio su tela, 666 x 990 cm; Parigi, Louvre), sottratto alla Repubblica di Venezia dalle armate napoleoniche.

16) Testa di fauno, già attribuita a Michelangelo, (1489 circa; marmo; ubicazione ignota), scomparsa durante la Seconda Guerra Mondiale quando venne spostata nel 1944, dal Museo del Bargello di Firenze nel Castello di Poppi, trafugata dai soldati tedeschi.

La storia dimostra che in varie epoche, in momenti di debolezza del governo e delle autorità italiane, paesi e potentati economici stranieri hanno approfittato di questa situazione per trafugare le opere d'arte dell'Italia, dei veri e propri antichi tesori di valore inestimabile, del cui patrimonio mondiale, il nostro paese ne possiede circa il 70%. Anche in epoche recenti, negli anni, approfittando anche della debolezza dei governi tecnici che si sono susseguiti, l'Italia ha visto partire verso l'estero alcune opere d'arte che ora il Governo Conte sta cercando faticosamente di recuperare.

Cristiano Vignali – Agenzia Stampa Italia

Nella foto allegata l'Atleta di Fano, opera di arte greca attribuita al Lisippo, fonte Wikipedia. 

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