Io voglio! L'affermazione kantiana, legata al desiderio di volere, sta caratterizzando l'avvio stagionale della Juventus. I 18 punti fin'ora ottenuti sono frutto di meccanismi tattici ben funzionanti e di un gioco che soddisfa maggiormente la fase offensiva, in cui il non più giovane Alex Del Piero continua ad essere il leggendario protagonista.

La sua rete su calcio di rigore ha data il via a quella reazione d'orgoglio e tenacia, che ha permesso al club bianconero di ribaltare l'iniziale vantaggio e conquistare una vittoria preziosa e meritata. Il centrocampo è stato in queste prime dieci giornate di campionato, il reparto più sano e soddisfacente. Aquilani, nonostante i tanti infortuni alle spalle, riesce ancora ad inventare e confermarsi l'uomo giusto al momento giusto. Qualità e quantità sono invece le armi migliori del nazionale Marchisio, ribelle e guerrigliero dopo un mondiale giocato assolutamente sotto le aspettative. Il miglior colpo del mercato juventino non può che essere stato il serbo Milos Krasic. E poco importa se il biondo centrocampista sarà assente dai campi di calcio, causa infortunio, per altri venti giorni abbondanti. Gli uomini non mancano. Ad esempio il dimenticato Grosso, titolare nella partita di domenica contro il Cesena fanalino di cosa, ha voluto lanciare un messaggio al commissario tecnico Delneri. Uno spot in cui la parola "fuori rosa" dovrà essere annientata. Cancellate devono essere anche le primissime giornate della stagione, etichettate essenzialmente da un gioco lento e poco fluido.

C'è un sorprendente binomio che tende ad intrecciare il destino di Juventus e Napoli. Entrambe sono posizionate al quarto posto in classifica, per un totale di 18 punti. Difficile comprendere chi sta attraversando un periodo migliore. I campani, non certo brillanti sui palcoscenici europei, stanno regalando in campionato gioie ed emozioni all'immenso popolo azzurro. Cavani è il capocannoniere con otto gol, gli stessi di Samuel Eto'o, ma in più l'uruguagliano non ha segnato su calcio di rigore. Un gioco talentuoso che privilegia le avanzate di un maturo Lavezzi e la compattezza di due uomini di rottura come Gargano e Pazienza, è ciò che il club partenopeo aspettava da tanto tempo.

Commette invece errori a dismisura il reparto difensivo, con capitan Cannavaro stranamente preda della disattenzione. I volti nuovi, escluso Cavani, non stanno estremamente convincendo. Il "principito" Sosa non è riuscito ancora ad incidere. Così come il franco-algerino Hassan Yebda, acquistato da Aurelio De Laurentiis per dare qualità al centrocampo. Tempi migliori per loro verranno. Almeno si spera.

 

Il desiderio di vincere e sorprendere fa di Juventus e Napoli due big del campionato. Ritornare ai fasti di un tempo non sarà di certo facile. Ma sognare è lecito. Importante è che il sogno tenga conto della dura realtà... per cercare di volare ragionando!