contraerea(ASI) Cresce la tensione in tutto il Medioriente. L’Iran ha inviato un drone, probabilmente dalla base di Tadmor, oggi nello spazio aereo israeliano al confine col Golan. L’esercito di Tel Aviv lo ha colpito con un elicottero e ha risposto facendo intervenire un caccia F16 che però è stato abbattuto con 25 missili dalla contraerea, del rais Bashar al – Assad, tramite probabilmente il sistema difensivo del suo alleato russo.
  I due piloti che erano a bordo del jet si sono lanciati col paracadute e sono stati trasferiti in ospedale per essere curati. Israele ha attuato, poco dopo, un’ulteriore ondata di raid come rappresaglia, per quanto era capitato, uccidendo almeno tre soldati del regime siriano. Sono stati presi di mira così i depositi di armi e 12 obiettivi di Damasco e del suo alleato Teheran vicino alla base area T4 a ovest di Palmira e a Jabal Manaa, a sud di Damasco. Il regime siriano ha lanciato altri vettori verso Israele facendo suonare, per la seconda volta, le sirene dell’allarme antiaereo nella parte settentrionale del paese. L’aeroporto internazionale Ben Gurion di Tel Aviv ha ripreso a funzionare regolarmente dopo aver sospeso, per venti minuti, le proprie attività. Lo Stato maggiore dell’esercito israeliano si è riunito immediatamente per valutare la situazione. “Siria e Iran stanno giocando col fuoco”, ha ammonito il colonnello, Jonathan Conricus durante una conferenza stampa, sottolineando che le operazioni odierne avevano esclusivamente un “carattere difensivo”. Durissima la replica di Teheran: La repubblica islamica "crede che la Siria abbia il diritto a una legittima autodifesa”. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Bahram Ghasemi. “Per coprire i loro crimini nella regione, - ha aggiunto - le autorità israeliane stanno ricorrendo a bugie contro gli altri paesi". La crisi siriana sta generando un’escalation tra attori regionali e globali: Israele è uno dei maggiori alleati della Casa Bianca, mentre Damasco e Teheran lo sono del Cremlino e della Cina. Il proseguimento del conflitto potrebbe rendere realistica l’ipotesi di una guerra, anche tra grandi potenze, che si sta già verificando per procura in quei territori. Il rischio di distruzione dell’umanità, purtroppo, sembra essere sempre più reale.

Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia

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