137176090 15262159528491n(ASI) È arrivato sabato scorso nella città portuale belga di Anversa un nuovo treno merci cinese, che ha così inaugurato un'altra rotta tra Cina ed Europa dopo quelle che nel corso degli ultimi quattro anni hanno messo in comunicazione diretta le città cinesi di Yiwu, Chongqing, Chengdu e Xi'an con Madrid, Duisburg, Rotterdam, Londra e Budapest, sfruttando le avanguardistiche linee ad alta velocità cinesi e i corridoi eurasiatici che si estendono lungo la Siberia meridionale, l'Asia Centrale e la Russia centro-meridionale. Partito da Tangshan, nella Cina nordorientale, lo scorso 26 aprile, il convoglio ferroviario ha percorso così circa 11.000 km attraversando Kazakhstan, Russia, Polonia e Germania, giungendo infine a destinazione in 16 giorni totali.

 

Il treno ha trasportato 41 container di merci, ottimizzando la capacità logistica e connettiva tra la Cina e il Belgio, così come era alla base degli obiettivi dell'iniziativa intrapresa dalle autorità municipale e portuale di Tangshan, in collaborazione con Cosco Shipping Lines, il gigante cinese del trasporto marittimo, e China Railways, l'operatore ferroviario statale del Paese asiatico.
Anversa ed il Belgio, cuore pulsante dell'Unione Europea, hanno fortemente inseguito questo accordo, mostrando che forse stanno cominciando ad attenuarsi anche molte delle posizioni più scettiche nei confronti dell'iniziativa cinese Belt and Road, che dal 2013 si è posta l'obiettivo di ricostruire in chiave moderna le antiche direttrici terrestri e marittime della Via della Seta. «Questo collegamento ferroviario diretto inserisce il nostro porto sulla mappa dell'iniziativa Belt and Road e rafforza i nostri legami con la Cina», ha detto Luc Arnouts, direttore internazionale dell'Autorità Portuale di Anversa.
Gli ha fatto eco l'assessore alla logistica portuale Marc Van Peel, che ha affermato: «La Cina è il quarto maggior partner straniero per la città di Anversa, con un volume di traffico annuale pari a circa 14 milioni di tonnellate di merci. Anversa è collocata in una posizione ideale sia sulla rotta marittima che su quella ferroviaria tra Europa e Cina ed il nostro porto è perfettamente in grado di agire come hub di trasbordo per il commercio tra Cina ed Africa attraverso la rete ferroviaria».
Anche Guo Jianjun, consigliere economico dell'Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Belgio, si è detto entusiasta dell'inaugurazione del nuovo collegamento tra i due Paesi, ricordando che «quale secondo maggior porto europeo, Anversa riveste un ruolo molto importante nel quadro del commercio sino-belga». Si tratta di un «traguardo storico», secondo il diplomatico cinese, che «avrà un impatto profondo e positivo sulla cooperazione tra Cina e Belgio».
Stando a quanto comunicato dall'Autorità Portuale di Anversa, il governo locale di Tangshan sta pensando di inviare un convoglio diretto ad Anversa una o due volte al mese. A questo proposito, dal Belgio fanno sapere che le parti si stanno adoperando per concludere quanto prima un memorandum d'intesa o un accordo di gemellaggio tra i due municipi. «Siamo orgogliosi e onorati di avere il privilegio di scaricare e poi movimentare gran parte del carico di questo primo treno diretto tra la Cina ed Anversa», ha osservato Geert Gekiere, direttore generale di Euroports Belgium.
Alla fine dello scorso mese di novembre anche l'Italia pareva essersi inserita a pieno regime in questo nuovo dinamismo logistico sino-europeo, tagliando il nastro del primo treno merci che dal polo logistico di Mortara, in provincia di Pavia, è poi effettivamente giunto a destinazione nella metropoli di Chengdu, capoluogo della Provincia del Sichuan, nella Cina sudoccidentale, attraversando Austria, Repubblica Ceca, Polonia, Bielorussia, Russia e Kazakhstan in appena 19 giorni. Eppure, dopo quel primo viaggio pieno di buoni propositi, il progetto pare essersi arenato. Già nel febbraio di quest'anno, le indiscrezioni della stampa locale lasciavano trapelare problemi, mentre Carlo Bottarelli, direttore di Pavia Export sottolineava, in un'intervista al quotidiano "La Provincia Pavese", l'impossibilità di riempire settimanalmente un intero treno merci per le sole aziende pavesi. Nel frattempo, gli aggiornamenti nel sito dell'Interporto di Mortara sono fermi al 19 dicembre scorso, proprio con la notizia dell'arrivo a destinazione del convoglio nel Paese asiatico.
Cinesi troppo esigenti? Assenza di coordinamento tra enti locali, reti di imprese e associazioni di categoria? Una Regione Lombardia distratta, in quella fase, dall'imminente campagna elettorale? Non è possibile rispondere a queste domande con certezza ma resta il fatto che il collegamento tra la Lomellina e Chengdu, così come gli investimenti sui porti di Venezia e Trieste - in merito a cui le autorità locali e le imprese hanno già espresso pareri favorevoli ma il governo è in realtà rimasto freddo - costituiscono potenziali fattori di sviluppo a più livelli che il nostro Paese non può lasciarsi sfuggire se non vuole restare, anche su questo versante, fanalino di coda in Europa.
 
 
Andrea Fais - Agenzia Stampa Italia
 
 
 
 

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