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(ASI) Cresce la tensione tra il Cremlino e Washington. Il Centro russo per la riconciliazione delle parti in Siria ha lanciato un nuovo allarme.

L’ente ha riferito che gli abitanti di Idlib hanno denunciato l’arrivo di alcuni guerriglieri che avrebbero portato delle sostanze, a base di cloro, da usare in un ipotetico attacco chimico, contro i civili, che potrebbe avvenire nelle località di Jisr al – Shugur. Sarebbero arrivati qui, infatti, persino le squadre di ripresa di alcuni canali televisivi mediorientali che dovrebbero filmare l’evento per poi divulgarlo. L’obiettivo è quello di spingere il mondo ad attribuire la paternità dell’accaduto all’esercito di Bashar al – Assad. Un quotidiano Usa ha riportato, intanto, che il pentagono starebbe valutando la possibilità di effettuare raid aerei contro target, russi e siriani, in risposta ad un ipotetico evento di questo genere, ma la Casa Bianca non avrebbe ancora deciso in merito a tale opzione. Il Consigliere per la sicurezza nazionale americano, John Bolton, ha riferito però di aver concordato, con Francia e Gran Bretagna, una risposta militare più forte, rispetto a quella dei mesi scorsi, nel caso in cui fossero utilizzati questi mezzi bellici non convenzionali. Il loro uso è vietato infatti dall’intera comunità internazionale. E’ forte, nel frattempo, la preoccupazione di quest’ultima in merito all’imminente possibile inizio dell’offensiva di Mosca e Damasco contro i ribelli presenti nella provincia di Idlib. Un evento simile, secondo le Nazioni Unite, potrebbe rappresentare “la più grande catastrofe del ventunesimo secolo”. Vivono infatti, in questa regione del paese mediorientale, 3 milioni di persone e circa 800 mila potrebbero fuggire, come altre 30.000 negli ultimi giorni, da quel territorio, generando così una grave emergenza umanitaria.

Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia

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