(ASI) Aumenta la tensione in Medioriente. Un razzo lanciato dalla Striscia di Gaza ha colpito, attorno alle ore 5 di questa mattina, una casa a Mishmeret, a nord di Tel Aviv, danneggiando un’intera famiglia.

L’azione ha ferito lievemente infatti coloro che risiedevano nell’abitazione, tra cui alcuni bambini di 3 mesi, 6 e 12 anni. Hamas ha negato ogni responsabilità, ammettendo però all’Egitto la partenza del vettore per errore e comunicando ai media che sarà colpita ogni zona, del nemico sionista, in caso di conflitto. L’organizzazione palestinese ha attivato quindi i piani di emergenza per fronteggiare una possibile rappresaglia dell’esercito ebraico. Quest’ultimo ha aperto un’inchiesta in merito al mancato funzionamento del sistema difensivo Cupola di Ferro (Iron Dome), che non è stato in grado di intercettare il vettore, ha attribuito la paternità dell’attacco all’organizzazione palestinese e inviato al confine, col territorio di tale realtà, un migliaio di riservisti per quella che il premier ha preannunciato come “dura risposta con la forza”. Benjamin Netanyahu accorcerà la sua visita a Washington, dove incontrerà oggi il presidente Donald Trump che riconoscerà immediatamente il Golan come territorio pienamente israeliano nonostante la ferma opposizione della Lega Araba e della Russia, per rientrare d’urgenza in patria e seguire così l’evolversi della grave situazione. “La nostra amministrazione non permetterà che la sicurezza di Israele sia compromessa. Saremo sempre a fianco del nostro grande alleato”, ha twittato nelle ultime ore il il numero due della Casa Bianca Mike Pence.

Le reazioni politiche in Israele “Siamo stufi di Hamas. Quando è troppo è troppo”, ha commentato il ministro della Cultura, Miri Regev, secondo cui bisognerebbe tornare alla politica degli omicidi mirati. Il leader della Nuova Destra, realtà che compone la maggioranza dell’esecutivo, Naftali Bennett ha evidenziato un totale fallimento del premier ebraico, contro Hamas, a causa del collasso della capacità di deterrenza israeliana. Il Capo dello Stato, Avigdor Liberman, ha invitato il numero uno del governo a cessare i contatti e il trasferimento dei fondi pagati mensilmente alla controparte. Quanto è accaduto, nelle ultime ore, potrebbe avere effetti sulla campagna elettorale in corso nel paese. “Forse Netanuahu sarà soddisfatto della dichiarazione di Hamas che parla di un errore, o finalmente si concentrerà sulla sicurezza dei cittadini e non sulle sue questioni legali?", ha scritto su Twitter, il principale sfidante del premier, Benny Gantz. Medesima posizione critica è stata ribadita pure dal leader dei laburisti Avi Gabbay.

Israele e Gaza si preparano per un possibile conflitto. Il sistema difensivo Cupola di Ferro (Iron Dome) viene dislocato, intanto, in numerose zone dello Stato ebraico. Molti istituti scolastici e aziende, nei pressi del confine con la Striscia di Gaza, hanno interrotto tutte le attività. Gli studenti e i lavoratori sono rientrati a casa e saranno aperti, nelle prossime ore, i rifugi per consentire alla popolazione di ripararsi in caso di conflitto. Sarebbe stato chiuso persino l’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv ai voli civili. Anche Gaza si prepara alla guerra, limitando l’accesso della popolazione in molte zone amministrate dal governo di Hamas.

N.B. La redazione di Agenzia Stampa Italia seguirà molto da vicino, data la gravità della situazione, l’evoluzione della crisi ed è pronta ad aggiornare i lettori, in tempo reale, se quest’ultima peggiorerà (come probabile) in modo consistente.

 

Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia

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