Estendere in tutte le Regioni i ristorni per i territori montani dal ciclo idrico integrato .

uncem(ASI) "Nella Giornata mondiale della Terra, Uncem si unisce a Legambiente che nei giorni scorsi ha chiesto a Governo e Parlamento di mettere in campo più sgravi fiscali per chi investe nella tutela del patrimonio naturale, nella green economy, nella protezione della biodiversità. Legambiente ha ragione. Defiscalizzazione, con sgravi al 65% delle imposte, per le donazioni. E non solo. "L'Earth Day ci spinge a riprendere quanto affermato due anni fa a Cagliari, alla Settimana dei Cattolici - afferma Marco Bussone, Presidente Uncem - E cioè che va abbassata l'iva sui prodotti con impronta ecologica positiva, legati alle filiere della green e blue economy. Chiediamo al Ministro dell'Ambiente di azionarsi subito".

Uncem chiede al Ministro di non dimenticare che la legge 221 del 2015 è la prima legge in Italia proprio sulla green economy, tra le più avanzate in Europa. "Qualcuno, anzi molti, tendono a dimenticarsi che il Paese ha questo articolato - riflette Bussone - È grave. Pensare che ci sono molti articoli capaci di rispondere alle sfide della Cop21 di Parigi, alla Laudato Si di Papa Francesco, a quanto affermano i Premi Nobel per l'Economia 2018. Dove sono il Governo e il Parlamento?". Uncem chiede in particolare i decreti attuativi legati a tre articoli, che ridefiniscono i rapporti tra territori, tra aree urbane e rurali, tra montagna e città: l'articolo 70, che "Delega al Governo per l'introduzione di sistemi di remunerazione dei servizi ecosistemici e ambientali", il 71 sulle Oil free zones e il 72 della 221/2015 con la Strategia per le Green communities che si dovrebbe congiungere con la Strategia per lo Sviluppo sostenibile. Dei decreti non vi è traccia. "Chiediamo il Parlamento intervenga - prosegue Bussone - Sono troppo importanti e moderni questi dispositivi per dimenticarli e non attuarli. I territori sono pronti. Le Regioni devono peraltro fare delle leggi attuativi. Molte, troppe, lo stanno ignorando".

Fondamentale poi estendere positivi interventi regionali legati alla valorizzazione dei servizi ecosistemici-ambientali. Come ad esempio i "Fondi Ato" di Piemonte ed Emilia-Romagna, regioni dove ogni anno, dalla tariffa idrica pagata da ogni cittadino viene destinata una percentuale - pochi euro ma preziosi - ai territori montani attraverso gli Enti locali per interventi di difesa delle fonti idriche e protezione dei versanti dal dissesto. Non si aumenta la spesa pubblica e si attua una sussidiarietà decisiva per il Paese. Va estesa a tutte le Regioni. Come vanno potenziate le esperienze di mercato dei crediti di carbonio, per l'assorbimento della Co2 nei boschi gestiti. Questi interventi, uniti a una defiscalizzazione per le imprese green e agli sgravi per chi investe nel 'capitale naturale', renderebbero l'Italia più moderna e la montagna protagonista del futuro, Alpi e Appennini scrigno unico di biodiversità e servizi ecosistemici-ambientali. Non da saccheggiare, ma da valorizzare e remunerare". Lo dichiara in una nota  UNCEM - Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani.

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